Posts Tagged ‘redattori’

Annunci impagabili

ottobre 14, 2009

Dulcis in fundo.

Finalmente un annuncio di lavoro interessante. Peccato però… (il grassetto è mio)

… “ludoteca professionale” (…) cerca (…) redattori (senior) radio tv e media, comprovata esperienza, settore spettacolo (teatro, cinema, musica, arti figurative, letteratura no sport) e collaborarori (junior) aventi laurea specialistica coerente al settore. Richiesta età minima 25 anni. Assoluta serietà, cultura. No perditempo. Inviare Cv e foto. Essendo una “ludoteca professionale” senza fini di lucro non è prevista attualmente retribuzione…

E certo.  Loro mica sono perditempo. Gente di cultura. Di assoluta serietà. Mica possono stare dietro a certi schiribizzi, come quello di pagare qualcuno per il lavoro svolto, no?


Sì, sono un giornalista disperato perché…

ottobre 14, 2009

…vivo in un Paese in cui bisogna scegliere se scrivere – spesso non pagati – per giornali di sinistra, o decidere di darsi in pasto all’unico altro Grande Editore; perché sinistra o destra che siano, servono le conoscenze giuste per vedere una redazione anche solo col binocolo; perché ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare: raccomandati dell’ultima ora soffiare il posto a collaboratori decennali di quotidiani e poi (dato che in fondo la giustizia esiste, anche se beffarda) fare più danni di un rinoceronte sotto Viagra;  ordini dei giornalisti e sindacati richiusi su se stessi, omertosi, inerti, autoreferenziali, indifferenti ai giovani; stagisti usati in funzione di caporedattore o quasi, e giornalisti di esperienza e capacità relegati a eseguire compiti insulsi; percorsi di carriera imperscrutabili se non attraverso le fessure della camera da letto;  professionisti cinquantenni colti, brillanti, onesti, logorati dalle logiche della Macchina; blogger indemoniati alla ricerca spasmodica dell’Errore da parte del redattore di turno; redazioni web ridotte all’osso con ritmi da laboratorio clandestino cinese….

L’elenco potrebbe continuare. Ma non voglio ricadere troppo nello stereotipo del giornalista lamentoso. O almeno, per ora può bastare. Aggiungo solo che su questo blog parlerò liberamente di giornalismo e dintorni.  Parole in libertà: in fondo ci è rimasto solo questo.